Al vertice i ministri dell'Ambiente di 8 Paesi.

lunedì 28 luglio 2014
   

Dal 19 al 21 novembre prossimo si incontreranno a Torino le delegazioni della Convenzione delle Alpi, primo trattato internazionale per lo sviluppo e la tutela di un territorio montano transfrontaliero.

Il principale evento sara' la 13/a Conferenza delle Alpi che riunira' i ministri dell'Ambiente degli otto Paesi alpini, che saranno ospitati al Museo nazionale della Montagna, sul Monte dei Cappuccini di Torino.

Per la prima volta dopo 12 anni, la conferenza, in cui sidiscutera' dello sviluppo sostenibile dell'arco alpino e delle questioni sociali, economiche e ambientali a esso collegate, sara' presieduta dal ministro dell'ambiente italiano. Il 20 novembre i ministri e le delegazioni dei sette Paesi ospiti (Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Monaco, Slovenia, Svizzera) saranno accolti dal sindaco di Torino, Piero Fassino, dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e dal prefetto, Paola Basilone. La conferenza chiudera' il biennio di presidenza italiana della Convenzione delle Alpi. "Torino - dice Paolo Angelini, presidente del comitato permanente della convenzione alpigna - e' stata scelta perche' ha dato molto alla montagna e perche' ha preso molto dalla montagna. Vorremmo lasciare un segno assai positivo ai tedeschi,che prenderanno la presidenza dopo di noi". "E' positivo che il governo abbia individuato Torino come sede della 13 Conferenza delle Alpi - dice il Presidente dell'Intergruppo per lo Sviluppo della Montagna Enrico Borghi - lo e' meno che la Presidenza Italiana di tali organismo permanga in condizioni di totale autorefenzialita', sia nei confronti del Parlamento che di Regioni ed enti locali. Per quel che ci riguarda, da tempo giacciono specifiche risoluzioni e interrogazioni sul tema presentate da numerosi parlamentari delle aree alpine, ma non si e' riscontrato un effettivo segno di vitalita' da parte del Ministero dell'Ambiente. La Presidenza Italiana della Convenzione delle Alpi non puo' ridursi al ruolo di organizzatore di convegni e seminari autoreferenziali, ma corrispondere alle esigenze di una nuova politica per le terre alte che inserisca gli aspetti della strategia contro il cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile come elementi centrali della politica ambientale italiana, nella quale le zone alpine assumono elemento di centralita' per la loro potenzialita' di bacino idrico e di serbatoio di biodiversita'. Aspettiamo che il ministro Galletti eserciti questa indispensabile azione di raccordo, che non puo' essere ne' elusa ne' demandata alle strutture tecniche".

 

Fonte: http://www.uncem.it

 

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