Strategia Energetica Nazionale (SEN): 1° Panel Finco

giovedì 13 luglio 2017
Strategia Energetica Nazionale (SEN): 1° Panel Finco

Il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente hanno prorogato fino al 31 agosto il termine della consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) avviata lo scorso 12 giugno. 

La proroga è stata decisa in considerazione della rilevanza del tema e della complessità del documento in consultazione, che comprende sia diversi scenari energetici globali che vari focus su settori e misure specifiche, per dare un maggior tempo agli interessati di presentare le proprie.

In questo quadro Finco ha iniziato una serie di panel per recepire le posizioni dei diversi stakeholders in vista della predisposizione del proprio documento per la Consultazione.

Di seguito i commenti emersi nell'ambito del suddetto panel dell’esperto Ing. Enrico Biele di Fire e dell’Ing. Giuseppe Tomassetti di Fiper.

Approfondimenti su efficienza energetica
Ing. Enrico Biele - Fire

Il documento posto in consultazione dal MiSE è condivisibile negli obiettivi generali e nelle priorità individuate – rinnovabili, efficienza energetica, sicurezza del sistema, competitività del mercato, phase out del carbone, ricerca e sviluppo sulle tecnologie – ed è particolarmente utile per avviare una discussione e un confronto fra i vari stakeholder su obiettivi ambiziosi e che richiederanno azioni sinergiche fra istituzioni e operatori di mercato. La parte sull’efficienza energetica potrebbe beneficiare di qualche approfondimento aggiuntivo e di stime sugli investimenti e sul supporto previsto; bisognerebbe anche puntare ad una maggiore integrazione delle analisi e delle misure previste per l’efficienza, le fonti rinnovabili e la cogenerazione, che vengono spesso trattati come elementi separati. La FIRE proporrà e pubblicherà a breve le proprie osservazioni al documento, che tratteranno in maniera approfondita gli argomenti menzionati.

Aspetti generali delle bioenergie
Ing. Giuseppe Tomassetti – Fiper

Le biomasse con valenza energetica hanno loro caratteristiche che le differenziano dalle altre fonti rinnovabili:

  1. L’energia messa a disposizione delle biomasse è energia solare accumulata per mesi o anni e il suo utilizzo è pienamente programmabile, al contrario di sole e vento. Contrariamente alle altre fonti rinnovabili, le biomasse possono essere importate da altri Paesi.
  2. Le biomasse si generano disperse nel territorio, esse vanno raccolte e trasportate al punto di conversione. Esse richiedono organizzazione imprenditoriale del territorio con forte valenza a livello locale, sia sociale con una occupazione qualificata permanente nelle aree montane, sia ambientale con la gestione del territorio grazie al mantenimento della presenza umana. Le altre rinnovabili danno localmente solo pedaggi per l’uso degli spazi.
  3. Le biomasse sono rinnovabili solo dopo la chiusura in modo sostenibile del ciclo di accrescimento e tenendo conto dell’energia consumata nella raccolta, nel trasporto e nella lavorazione di preparazione all’uso.
  4. L’energia delle biomasse è di tipo chimico; la trasformazione nei vettori calore o elettricità comporta quindi il rischio di inquinamento dell’aria o del suolo come per tutti i combustibili.
  5. La superficie boschiva ed agraria italiana ha sue caratteristiche proprie, prima di tutte la frammentazione della proprietà, poi le forti pendenze che ostacolano la meccanizzazione.

Questi cinque diversi aspetti debbono essere considerati in maniera unitaria, pena distorsioni dannose per l’ambiente globale e per l’economia. Quando si è esteso all’elettricità da biomasse l’incentivo posizionato sul kWhe generato, è stato fatale che si scegliessero centrali di taglia di qualche decina di MW, per aver rendimenti più elevati, per queste centrali non esisteva una struttura di offerta già attiva nel territorio per cui è stato fatale ricorrere all’importazione da vari paesi, col rischio di avere produzioni non sostenibili e, in ogni caso, senza nessuna ricaduta positiva sul territorio nazionale; esse peraltro si prevede che continuino ad operare ancora a lungo(ex zuccherifici).

È corretto che la SEN preveda di non mantenere più questo tipo di incentivi, per la mancanza di prospettive di competitività. Nella logica della SEN di de-carbonizzare l’energia favorendo la competitività del Paese, gli incentivi, nel settore della promozione delle bioenergie, andrebbero posizionati a monte, sulle imprese forestali ed agricole operanti nel territorio, per favorire in prezzi, quantità e qualità, la produzione di biomasse; questo almeno finché l’Italia continuerà ad importarne. Sta poi agli operatori energetici scegliere le tecnologie e le taglie di conversione più adatte alle domande dei vari consumatori, rimediando alle discriminazioni oggi esistenti. È infine corretto che le biomasse nazionali non siano gravate da accise come le fonti fossili importate, perché non pesano sulla bilancia dei pagamenti.

Fonte: www.casaeclima.com

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