Regione Toscana: contributi agli ecosistemi forestali

venerdì 10 marzo 2017
Regione Toscana: contributi agli ecosistemi forestali
Nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020, la Regione Toscana ha approvato il bando relativo alla Sottomisura 8.5 “Sostegno agli investimenti destinati ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali”.

La sottomisura prevede la concessione di contributi finalizzati ad incentivare la realizzazione di investimenti che mirano all'adempimento di impegni a scopi ambientali, all'offerta di servizi ecosistemici o alla valorizzazione in termini di pubblica utilità delle aree forestali e boschive della zona interessata o al rafforzamento della capacità degli ecosistemi di mitigare i cambiamenti climatici, senza escludere eventuali benefici economici a lungo termine.

I contributi potranno essere richiesti da:

  • Proprietari, possessori e/o titolari privati della gestione di superfici forestali, anche collettive, singoli o associati;
  • Enti pubblici, Comuni, soggetti gestori che amministrano gli usi civici, altri soggetti di diritto pubblico proprietari, possessori e/o titolari della gestione di superfici forestali, singoli o associati.

Sono ammissibili le spese relative ai seguenti investimenti:

  • Azioni volte all'offerta di servizi ecosistemici delle aree forestali e boschive
    • Investimenti per la conservazione e valorizzazione degli habitat e delle aree forestali, ivi comprese quelle ricadenti nel demanio regionale, nella rete Natura 2000 e nelle aree protette dalla normativa nazionale e regionale o aree forestali ad alto valore naturalistico, a esclusione dei tagli di utilizzazione di fine turno (realizzazione o ripristino, all'interno dei rimboschimenti esistenti o nelle aree di neocolonizzazione, di muretti a secco, di piccole opere di canalizzazione e regimazione delle acque, anche al fine delle creazione di microambienti per la salvaguardia di specie rupestri; interventi di ricostituzione e miglioramento della vegetazione ripariale, volti all'aumento della stabilita degli argini, all'affermazione e/o diffusione delle specie ripariali autoctone; realizzazione, ripristino e mantenimento di stagni, laghetti e torbiere all'interno di superfici forestali);
    • Investimenti per la realizzazione di "infrastrutture verdi" con soluzioni efficaci basate su un approccio ecosistemico, per il ripristino e la conservazione dell'ambiente, per migliorare la connettività territoriale;
    • Miglioramento e/o ripristino (ai fini della tutela di habitat, ecosistemi, biodiversità e paesaggio) di ecotoni agrosilvopastorali di confine, creazione di radure e miglioramento dei soprassuoli forestali di neoformazione insediatisi in pascoli, prati e coltivi abbandonati;
    • Investimenti sugli habitat e specie forestali minacciate da eccessivo carico e da danni causati da animali selvatici e grandi mammiferi, e/o domestici o per azione umana, mediante recinzioni o adeguate strutture di protezione individuale;
    • Investimenti per la tutela e controllo della fauna selvatica in foresta, incluse la costruzione di torrette per l'avvistamento, la realizzazione di punti di raccolta, opere di recinzioni, e protezione per gli animali che possano anche favorire la coesistenza con le attività antropiche;
    • Investimenti finalizzati al miglioramento strutturale e funzionale dei soprassuoli forestali esistenti, al potenziamento della stabilità ecologica dei popolamenti forestali con funzioni prevalentemente protettive (Patrimonio Agro Forestale Regionale); alla protezione del suolo dall'erosione, al miglioramento della funzione di assorbimento della CO2 per il contrasto dei cambiamenti climatici. Sono ammessi interventi quali: sfolli in giovani impianti; diradamenti eseguiti in fustaie a densità colma; avviamento all'alto fusto di cedui invecchiati; disetaneizzazione di fustaie coetanee; rinaturalizzazione di fustaie; eliminazione o contenimento di specie alloctone e invasive;
    • Miglioramento e recupero delle capacità di rinnovazione degli ecosistemi forestali sensibili o degradati;
    • Rivitalizzazione e ringiovanimento di boschi cedui invecchiati e/o abbandonati;
    • Investimenti volti al miglioramento dei castagneti, in attualità di coltura, al fine di ottenere habitat colturali estensivi vitali e stabili, di grande pregio ambientale, paesaggistico e produttivo;
    • Valorizzazione e risanamento in bosco di specie forestali nobili, rare, sporadiche e di alberi monumentali;
  • Azioni per il rafforzamento della capacità degli ecosistemi di mitigare i cambiamenti climatici
    • Impianto di latifoglie autoctone di provenienza locale in aree forestali sensibili, contaminate e/o degradate al fine di migliorare la qualità del suolo e delle acque;
    • Introduzione in aree sensibili di specie forestali tolleranti alla siccità e/o resistenti al calore, valorizzando strutture diversificate e non monopiane.
  • Valorizzazione in termini di pubblica utilità delle foreste e delle aree boschive
    • Interventi colturali volti a favorire la rigenerazione e produzione di prodotti secondari dei bosco;
    • Realizzazione, ripristino, miglioramento della rete di accesso ai bosco per il pubblico (come sentieristica o altra viabilità minore), cartellonistica e segnaletica informativa, piccole strutture ricreative, rifugi, bivacchi e punti ristoro attrezzati, punti informazione, di osservazione. 
  • Elaborazione di piani di gestione o di strumenti equivalenti (solo per beneficiari pubblici o consorzi forestali
  • Spese generali
  • Opere temporanee e accessorie collegate agli investimenti.

I progetti e/o le attività sono ammissibili ai contributi a condizione che l'avvio dei lavori del progetto o dell'attività e le relative spese decorrano a partire dal giorno successivo alla ricezione della domanda di aiuto, eccezione fatta per le spese generali effettuate nei 24 mesi prima della presentazione della domanda stessa e connesse alla progettazione dell'intervento proposto nella domanda di sostegno, inclusi gli studi di fattibilità.

Il sostegno è concesso in forma di contributo in conto capitale, a copertura del 100% dei costi ammissibili. L'importo massimo del contributo concedibile per i beneficiari che gestiscono il PAFR (Patrimonio Agricolo Forestale Regionale) è pari a 250.000 euro per bando indipendentemente dal numero di interventi), quando gli interventi sono eseguiti all'interno del PAFR.

Per tutti gli altri beneficiari e per gli interventi eseguiti fuori dal PAFR l'importo massimo del contributo pubblico concedibile è pari a 150.000 euro per bando (indipendentemente dal numero di interventi).

L'importo massimo del contributo concedibile per i beneficiari che gestiscono il PAFR nel caso in cui eseguano interventi anche all'esterno dello stesso è comunque di 250.000 euro purché il contributo per gli interventi eseguiti fuori dal PAFR sia inferiore o uguale ai 150.000 euro.

Non sono ammesse le domande con un contributo minimo richiesto/concesso inferiore (al netto degli introiti) a 5.000 euro, indipendentemente dalla natura del beneficiario.

La domanda di aiuto potrà essere presentata a partire dal 18 aprile 2017 ed entro le ore 13:00 dei 15 maggio 2017.

 

Fonte: www.agevolazionialleimprese.it

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