PIEMONTE: NUOVO PIANO FORESTALE 2017-2027 AL VIA!

lunedì 10 ottobre 2016
PIEMONTE: NUOVO PIANO FORESTALE 2017-2027 AL VIA!

Il 25 luglio 2016 la Giunta regionale del Piemonte ha adottato la Proposta di Piano Forestale Regionale 2017-2027 (D.G.R. n. 51- 3712 del 25.07.2016) nell'ambito della Procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Il PFR individua gli obiettivi e le strategie per il Settore Forestale. Esso è quindi lo strumento di programmazione indispensabile per la tutela delle risorse forestali, la gestione attiva e sostenibile del bosco, la conservazione delle biodiversità delle piante, il mantenimento delle specie legnose autoctone, il riconoscimento del valore delle attività forestali per il presidio e la conservazione dell'identità del territorio.

Approfondiamo il tema con il dott. Corgnati funzionario del Settore Foreste di Regione Piemonte

Domanda 1: quali sono le principali novità introdotte dal Piano Forestale Regionale-PFR attualmente in corso di consultazione pubblica?

Precisazione: la consultazione pubblica si è conclusa il 27.09.2016

La principale novità è costituita dallo stesso PFR: benché previsto dalla legge regionale n. 4/2009 (la legge forestale regionale) la Regione Piemonte non si è fino ad oggi dotata di questo strumento.

Esso esprime il quadro strategico e strutturale all'interno del quale sono individuati, gli obiettivi e le strategie da perseguire nel periodo 2017-2027.

Costruisce quindi una coerenza fra le azioni con maggiori caratteristiche istituzionali, quali gli interventi in campo normativo e i rapporti interregionali e quelle con maggiore incisività sul mondo operativo, quali le contribuzioni pubbliche connesse all’attuazione dei Programmi di Sviluppo Rurale.

Fra le prime si individuano soprattutto obiettivi di semplificazione: quali la diminuzione della casistica degli iter autorizzativi degli interventi selvicolturali, il coordinamento degli obblighi connessi alla “due diligence” con le procedure di taglio previste dal Regolamento Forestale regionale, l’armonizzazione delle diverse autorizzazioni necessarie per gli interventi di trasformazione d’uso del suolo, la semplificazione dell’albo delle imprese forestali e delle norme tecniche per la redazione dei Piani Forestali Aziendali.

Non mancano però anche iniziative di maggiore contenuto politico. In particolare la proposta normativa in tema di gestione fondiaria associata, finalizzata ad incidere sulla polverizzazione delle proprietà forestali, aspetto sempre più limitante per la gestione forestale in un contesto in cui la valorizzazione delle risorse rinnovabili è un’opportunità da non perdere.

Fra le seconde le iniziative sono organizzate su tre tematiche principali: produzione-economia-mercato, aspetti ambientali e funzioni pubbliche e aspetti sociali.

All’interno di queste tematiche sono individuate le azioni.

Quelle di maggiore novità rispetto al passato recente riguardano senza dubbio gli interventi che incidono sullo sviluppo delle capacità organizzative del sistema forestale piemontese: la gestione forestale associata, lo sviluppo di contratti di gestione del bosco, di contratti di approvvigionamento di impianti per la produzione di energia con biomasse, forme di cooperazione di filiera per lo sviluppo dei marcati locali e per la tracciabilità della provenienza della materia prima legno.

Senza perdere d’occhio l’importanza degli investimenti e l’attenzione per la qualificazione degli addetti e delle imprese, si vuole spingere il comparto forestale a fare un passo in avanti per sviluppare opportunità che gli operatori, singolarmente, non riescono a realizzare.

Il PFR ha l’obiettivo ambizioso di costruire un quadro organico per realizzare questa forma di sviluppo sostenibile.

Domanda 2: il piano ha recepito gli impegni siglati lo scorso 16 febbraio 2016 dell’accordo interregionale per l’incremento dei prelievi legnosi?

Il Piano Forestale Regionale fa riferimento all’accordo interregionale del quale rappresenta, ad uno stesso tempo, obiettivo e attuazione.

Come già sopra accennato uno dei primi punti dell’accordo interregionale è proprio l’adozione, da parte delle Regioni, di un proprio PFR coerente con gli strumenti sviluppati a livello nazionale. Inoltre molti degli altri impegni dell’accordo interregionale cui la Regione Piemonte ha aderito coincidono con gli obiettivi prefigurati all’interno del PFR.

Dall’approfondito quadro conoscitivo delle foreste del Piemonte emergono potenzialità ancora inespresse sia in termini qualitativi che quantitativi. L’incremento dei prelievi legnosi è quindi un obiettivo pienamente condiviso con gli altri sottoscrittori dell’accordo.

La traduzione di questo impegno in azioni concrete sarà ovviamente un percorso che si realizza nel tempo soprattutto attraverso gli strumenti del PSR 2014-2020 che rappresentano, purtroppo, quasi l’unica fonte di contribuzione pubblica a supporto del comparto forestale.

Ad oggi sono già avviate le azioni riguardanti la formazione professionale forestale, gli investimenti in viabilità forestale e la cooperazione per l’innovazione: tutte iniziative facenti parte degli impegni condivisi.

Domanda 3: tra gli obiettivi del PFR viene promosso l’incremento della domanda di biomassa forestale per la produzione di energia attraverso l’avvio di 100 impianti. Si tratta di impianti di teleriscaldamento co-generativo per riscaldare i comuni delle aree montane?

Il PFR è un documento di strategie e non entra quindi in un dettaglio (tecnologie, rendimenti, etc.) che è di pertinenza degli specifici provvedimenti di attuazione.

Tuttavia esso identifica dei modelli cui tendere, che siano ad uno stesso tempo pertinenti con le caratteristiche del territorio e del patrimonio forestale piemontese, con le capacità operative e imprenditoriali delle imprese, con gli obiettivi della politica energetica regionale (sviluppo delle FER e rendimenti energetici elevati) e soprattutto con le esigenze di contenimento delle emissioni in atmosfera (rammentiamo a questo proposito che la Regione Piemonte è sotto procedura di infrazione da parte della Commissione Europea).

Da quanto sopra deriva un modello di filiera bosco energia caratterizzato da impianti per la produzione di energia termica o impianti di cogenerazione di taglia piccola (indicativamente < 5 MWt e < 1MWe), che utilizzino biomassa (prevalentemente cippato) di origine locale derivante da una gestione forestale associata basata su piani di approvvigionamento e/o piani forestali.

I modelli proposti e perseguiti costituiscono una alternativa virtuosa (in termini energetici, ambientali ed economici) ai modelli più tradizionali ancora ampiamenti diffusi (legna da ardere utilizzata in stufe o termo cucine poco performanti) o ai modelli industriali di grande scala (quali la sola generazione elettrica) che si reggono troppo pesantemente sugli incentivi pubblici senza grandi capacità di coinvolgimento del territorio, non attrezzato per forniture così importanti.

Domanda 4: il Piano si basa sull’analisi SWOT del sistema forestale piemontese; quali a vostro avviso sono le principali barriere che condizionano lo sviluppo del settore, che il Piano intende affrontare? 

L’analisi SWOT evidenzia molti punti di debolezza del comparto forestale e il PFR ha l’ambizione di operare su molti di questi fronti con scelte condizionate ovviamente dagli strumenti e dalle risorse che si hanno a disposizione.

Un primo aspetto riguarda la continuità della gestione forestale, necessaria per far sì che i boschi possano esplicare in modo equilibrato le loro diverse funzioni. È un obiettivo complesso che necessita l’utilizzo di strategie e strumenti diversi:

  • Innanzitutto lo sviluppo della domanda di legno (per energia o da opera),
  • la costituzione di forme di gestione forestale associata (soggetti stabili, capaci di aggregare le proprietà troppo polverizzate),
  • la diffusione della pianificazione forestale, quale strumento autorizzativo ai fini selvicolturali e di programmazione economica,
  • la diffusione di investimenti che migliorino le condizioni operative delle imprese e ne diminuiscano i costi di intervento,
  • la creazione di un contesto normativo il più chiaro e semplice possibile, capace di conciliare le esigenze di tutela (sui boschi incidono almeno tre tipologie di vincolo diverse) con quelle di sviluppo economico.

Altro aspetto di debolezza evidenziato dall’analisi SWOT riguarda l’attenzione verso le risorse umane: l’obiettivo del PFR è la crescita della professionalità degli operatori e lo sviluppo delle capacità imprenditoriali attraverso azioni di formazione, informazione e di supporto alle imprese (operatività dell’albo regionale e contributi per gli investimenti).

Un terzo elemento evidenziato riguarda le funzioni ambientali svolte dalle foreste, che si esplicano tradizionalmente attraverso l’imposizione di vincoli alle attività economiche. Le strategie del PFR su questo fronte prevedono una attenzione particolare alla conservazione della biodiversità perseguita sia in modo diretto (armonizzazione delle normative e sviluppo di una specifica azione di compensazione economica del vincolo nell’ambito del PSR 2014-2020) sia indiretto mediante modelli selvicolturali e di arboricoltura da legno che costituiscono alternative virtuose rispetto alle forme più diffuse.

Nel PFR compare inoltre per la prima volta in Piemonte la volontà di applicare uno strumento per la valorizzazione economica delle funzioni ambientali del bosco: lo sviluppo del mercato volontario dei crediti di carbonio da selvicoltura. Si tratta di un’operazione che probabilmente avrà un modesto valore concreto in termini assoluti ma che rappresenta l’attuazione di un approccio nuovo, alternativo alla strada di imposizione vincolistica.

Fonte: www.fiper.it

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