ALLEANZA PER LA MONTAGNA: contrastare e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici

mercoledì 11 novembre 2015

 

 
   

Petizione

dei principali soggetti che si occupano di montagna.

 

Dalla Conferenza di Parigi 2015 Cop 21 sui cambiamenti climatici, auspichiamo possa emergere un accordo legalmente vincolante per tutti gli Stati, che si prefigga di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi di operare una drastica riduzione dei gas serra(anzitutto della CO2), di avviare un processo globale di significativa decarbonizzazione in un quadro di sviluppo sostenibile. 

 

Si tratta di cambiare quell'azione dell'uomo che negli ultimi 150 anni sta rischiando di compromettere il futuro del pianeta e delle nuove generazioni. In questo senso le risorse naturali dovranno essere usate in modo sostenibile, visto che nei primi otto mesi dell'anno si consumano le risorse del pianeta disponibili annualmente.

Pertanto è urgente procedere a previsioni di incremento di efficienza e risparmio in riferimento ai modelli produttivi non solo nella generazione energetica ma in tutti i comparti, compresa la fornitura dei servizi universali, in particolare in ambiti come l’ACQUA per usi domestici e industriali, l'ENERGIA, le RISORSE ALIMENTARI/AGRICOLE/FORESTALI, le ABITAZIONI E l'INFRASTRUTTURAZIONE DEI TERRITORI, i TRASPORTI, i SERVIZI PER LA SALUTE E IL BENESSERE INDIVIDUALE, ecc.

Gli investimenti pubblici andranno orientati passando progressivamente dai combustibili fossili all'uso di fonti energetiche alternative e sostenibili, più sicure anche per il clima e la vivibilità del pianeta.

I Paesi più ricchi e le aree più sviluppate nel mondo e all'interno dei singoli Stati dovranno aiutare anche economicamente e finanziariamente quelli più poveri o meno fortunati a raggiungere gli obiettivi comunemente concordati sul piano internazionale, europeo e nazionale. Più intenso e deciso che nel passato deve essere l'impegno degli Stati nel contrastare la tendenza ai cambiamenti climatici con impegni precisi.

La Conferenza di Parigi non può e non deve fallire.

La non adesione degli Stati emergenti e di alcune potenze industriali comprometterebbe il futuro del Pianeta.

Per favorire una completa adesione di tutti serve una forte mobilitazione di opinione pubblica, volta a sconfiggere le cieche resistenze alla decarbonizzazione e alla riduzione di C02 e gas serra. Ma occorre anche garantire la disponibilità e dotare di strumenti e risorse adeguate le popolazioni, in particolare quelle degli Stati in via di sviluppo e delle aree più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici nelle stesse zone sviluppate, per resistere e mitigare i cambiamenti climatici soprattutto nelle aree remote del mondo e in quelle più fragili come quelle montane, dove più forti sono gli effetti derivanti dal climate change.

La mitigazione dei cambiamenti climatici e i relativi adattamenti devono andare di pari passo con il processo di decarbonizzazione delle economie. Mitigazione e adattamenti agli effetti del climate change possono proporsi anche congiuntamente con obiettivi a medio e lungo termine da raggiungere nelle aree più colpite. In questo quadro, e per accompagnare con successo questi nuovi obblighi ai quali auspicabilmente si vorrà sottoporre l'intera comunità internazionale, è decisivo dare corso a un patto tra aree metropolitane e aree montane nel mondo, nei singoli paesi e in ciascun continente, instaurando una nuova solidarietà per resistere ai cambiamenti climatici (resilienza).

Di conseguenza , per raggiungere obbiettivi così impegnativi per l'intera umanità, serve un’alto livello di partecipazione delle popolazioni, coinvolgendone anzitutto le parti organizzate della società civile.

Perché se è vero che per la risoluzione del problema è basilare l'impegno dei Governi, è altrettanto vero che anche l'impegno quotidiano di ogni cittadino rappresenta la chiave per contenere gli effetti del cambiamento climatico in atto.

Di qui la necessità di una Alleanza di tutti i soggetti che si occupano di montagna per suscitare e organizzare un nuovo patto tra società e istituzioni con comuni e condivisi obiettivi di contrasto e mitigazione dei cambiamenti climatici a sostegno prima e in attuazione poi degli accordi internazionali sul clima nelle Terre Alte, anche per far emergere e dare conseguenza certa agli orientamenti sostenuti dalla visione europea e dalla nuova linea Usa in materia di salvaguardia del pianeta.

Occorre agire subito per sostenere gli obiettivi proposti dall' Europa di riduzione del 40% di CO2 e dei gas effetto serra, di ambiziosi traguardi in campo energetico (27% di energie rinnovabili al 2030 e 27% di efficientamento e risparmio energetico) affinchè siano adottati dalla Conferenza Onu di Parigi 2015 e fatti propri da tutte le legislazioni nazionali.

Le montagne sono decisamente coinvolte e interessate da progetti e obiettivi di questa portata, la cui realizzazione si pone al servizio della montagna abitata, di territori in cui vengano salvaguardate le risorse idrogeologiche, ambientali e di biodiversità, insieme a quelle umane che ne fanno un territorio in cui le risorse diventano un bene comune di interesse generale.

Insieme alla promozione di modelli locali di contrasto dei cambiamenti climatici, nei territori montani e remoti vanno perciò promossi modelli di consumo orientati alla riduzione drastica di emissioni dovute al Trasporto di merci e persone, privilegiando le vie d'acqua, le ferrovie e sistemi alternativi a quelli ad alto consumo di petrolio, favorendo il Chilometro zero e la filiera corta.

Occorre dare maggiore spinta ALL'IMPIEGO DI FONTI RINNOVABILI E A PIANI DI EFFICIENZA E RISPARMIO ENERGETICO NELLE ZONE MONTANE E INTERNE, DOVE IL DIVARIO DEI COSTI VA SOSTENUTO CON ADEGUATI FONDI E DISPONIBILITÀ ECONOMICHE , FINANZIARE E FISCALI in campo energetico ma non solo.

IMPORTANTE PER IL RAGGIUNGIMENTO Di QUESTI OBIETTIVI è anche UNA PROGRAMMAZIONE DI TURISMO SOSTENTILE E ACCESSIBILE, DIFFUSA E CONCERTATA CON LE POPOLAZIONI IN QUESTI TERRITORI, potenziando la rete sentieristica e gli spostamenti a piedi e in bicicletta, rilanciando i parchi nazionali e le aree protette, dando maggiore impulso al settore agroforestale e zootecnico nelle zone interne e di montagna, come rilevante contributo per far fronte alla sfida dei cambiamenti climatici e per il raggiungimento degli obiettivi che verranno fissati dagli accordi di Parigi.

Come avviene per molte tematiche ambientali il cambiamento climatico è spesso strumentalizzato ed esasperato, ridotto a "business verde" ma ciò non può essere motivo per prendere "sotto gamba" un problema che rappresenta, come sottolineato anche dall’Enciclica “LAUDATO SI” di Papa Francesco, una vero e propria emergenza, di dimensione planetaria che mette a rischio il nostro sistema ecologico con la conseguenza di pesanti e negative ripercussioni sull'intero sistema socio-economico.

 

FIRMATO:

INTEGRUPPO PARLAMENTARE AMICI DELLA MONTAGNA

UNIONE NAZIONALE COMUNI COMUNITA’ ENTI MONTANI-UNCEM

FEDERAZIONE NAZIONALE DEI CONSORZI DI BACINO IMBRIFERO MONTANO-FEDERBIM

CLUB ALPINO ITALIANO-CAI

COLLEGIO GUIDE ALPINE ITALIANE-AGAI

SOCIETA’ SPELEOLOGICA ITALIANA-SSI

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI STUDI APPLICATI PER LA GESTIONE SOSTENIBILE E LA DIFESA DELLA MONTAGNA - GE.S.DI.MONT

ASSOCIAZIONE ALPINISTICA GIOVANE MONTAGNA

FONDAZIONE GIOVANNI ANGELINI-CENTRO STUDI SULLA MONTAGNA 

 
 
 
 

 

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