A Boster Nord Est tour guidati ad esempi di manutenzione con tecniche di ingegneria naturalistica

mercoledì 28 maggio 2014
   

In occasione della prima edizione nel Nord Est di Fiera Boster (6-8 Giugno 2014 – Pian Cansiglio – Bl), il principale evento italiano out-door dedicato al settore boschivo, tutti i giorni, a cura della Regione Veneto – Dipartimento Difesa del Suolo e Foreste, saranno proposti tour guidati ad esempi di manutenzione con tecniche di ingegneria naturalistica.

 

Eccone l’anticipazione:

Ricomposizione ambientale della frana di Mont in Comune di Chies d’Alpago

L’area in esame è stato oggetto d’intervento da parte dell’Amministrazione della Provincia di Belluno che ha eseguito lavori di bonifica allo scopo di arrestare il movimento in atto innescato dagli eventi avversi che ne hanno caratterizzato lo scivolamento verso valle.

Sono stati così eseguiti rimodellamenti, con terrazzamenti, della parte alta, canalizzazioni di superficie per la captazione delle acque, trincee drenanti per la raccolta e lo smaltimento delle acque.

L’area interessata dall’intervento riguarda la superficie franata negli eventi precedenti resa parzialmente stabile dagli interventi di bonifica a margini della zona nella parte alta c’è il bosco per lo più di conifere mentre nella parte bassa la viabile pedemontana che collega l’abitato di Chies d’Alpago a malga Cate chiude la zona, lateralmente la vegetazione mista (conifere e latifoglie) delimita l’area insieme a canali di raccolta acque che permettono anche di servire da valli di protezione, all’interno si sono stati realizzati canali di raccolta acque che anche nei periodi di scarsa precipitazione sono caratterizzati da una discreta portata.

Da una valutazione complessiva della situazione esistente si è intervenuto per ridurre la superficie nuda ristringendone l’area lateralmente e adottando tecniche di ricostruzione della superficie a verde. Si sono realizzate delle “cordonata secondo Praxl” la realizzazione della cordonata viene eseguita nel versante lungo le curve di livello:

- si scava la banchina della cordonata più a valle

- si mette in opera lo stangame di resinosa, e poi il letto di ramaglia di conifere

- stesura dello strato di terreno, proveniente dalla scarpata

- posa in opera della talea e riempimento con il materiale proveniente dalla banchina successiva.

Questa tipologia garantisce una miglior trattenuta dell’umidità del terreno e favorire così il miglior attecchimento delle talee.

L’intervento è stato completato dal rinverdimento mediante idrosemina in veicolo acquoso nella superficie interessata dai lavori; in alcuni casi si è provveduto, soprattutto in concomitanza di momenti particolarmente siccitosi, alla stesura di fieno e paglia in modo da formare uno strato protettivo.

Per l’esecuzione dei lavori poi si è dovuto gioco forza valutare il periodo più propizio anche dal punto di vista climatico in quanto anche la possibilità di improvvisi temporali potrebbero pregiudicare la buona riuscita dell’intervento.
Sono state messe in opera piantumazioni all’interno del corpo franoso nei siti dove emerge una buona presenza di acqua tutto questo per favorire il formarsi  di “oasi pioniere” che dovrebbero servire a “trampolino” per il rilancio della vegetazione.

La Frana del Tessina comune di Chies d’Alpago

In Alpago indubbiamente il fenomeno franoso di rilevanza è la Frana del Tessina che incombe sull’abitato di Lamosano, non si è intervenuti nell’area franosa con tecniche di ricomposizione ambientale anche perché non è proponibile è comunque doveroso passarci e osservandola fare delle considerazioni su quello che è il suo aspetto e su come è monitorata; l’analisi del “visivo” darà comunque una valenza all’osservazione generale dell’ambiente circostante in cui l’ambiente-territorio-dissesto ne fa da padrone.

Canalizzare con legno e pietra (loc. Bongaio)

Indubbiamente la regimazione idraulica è fondamentale in un’area come quella dell’Alpago e in questo caso viene mostrato un esempio di canalizzazione con struttura naturale mista per un miglior inserimento nell’ambiente

Le Frane della Val Turcana

Tristemente famosa la val Turcana diviene “famosa” nell’alluvione del 1996 (in 36 ore caddero 760 mm di pioggia) visitare questo territorio in gran parte evacuato da un senso a quello che è il concetto di sistemazione idraulica. Nella visita verranno “mostrati” gli interventi in atto per il recupero di vecchie canalizzazioni, anno di costruzione 1953, che hanno evidenti i segni del tempo e che ora vengono ripristinate per migliorare e favorire il deflusso idrico.

 

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