Architettura passiva, la prima “casa parassita” in legno

giovedì 22 maggio 2014
   

Nella provincia di Varese è stata completata la prima “casa parassita“, nata dall’ampliamento di un’abitazione preesistente applicando i principi della progettazione passiva e del ridotto consumo energetico.
Nonostante il termine ‘parassita’ sia solitamente impiegato con un’accezione negativa, in architettura questo concetto può assumere un significato molto diverso.

Questo concetto fa riferimento fa riferimento ad una nuova frontiera del costruire – affermano i professionisti di BLM Domus, costruttori della “casa parassita di Lissago – che nasce dalla reinterpretazione di una pratica antica: una strategia di “riciclo” dello spazio urbano che vede l’immissione di corpi architettonici nuovi in edifici e strutture preesistenti. L’organismo parassita si distingue dall’ospite sia in termini di forma che di spazio, ma rimane ad esso legato da uno stato di necessità, come la condivisione degli impianti”.

Il progetto ha permesso di ampliare una villetta unifamiliare senza compromettere la funzionalità della casa e senza intaccare le abitudini della famiglia di quattro persone, sfruttando le potenzialità costruttive delle case passive con struttura portante in legno.

Realizzata in soli due mesi su progetto dell’architetto Giovanni Dal Cin – esperto di bioedilizia e progettazione sostenibile – la “casa parassita” sfrutta tutte le migliori prestazioni del legno, aumentando il suo isolamento termico, riducendo le dispersioni e migliorando nello stesso tempo l’efficienza energetica degli impianti tecnologici.

Per le pareti è stato utilizzato un telaio in abete, coibentato in fibra di legno con placcatura in fibrogesso” – spiega Marco Bevilacqua, Direttore Tecnico di BLM Domus. “Per garantire l’isolamento, abbiamo realizzato un ulteriore cappotto termico in fibra di legno rivestito con facciata ventilata in larice. Anche la copertura è in legno di abete, coibentato in fibra di legno e ricoperto con un pannello a tre strati di abete. Per l’impermeabilizzazione abbiamo utilizzato una guaina elastomerica. La pavimentazione è completamente in legno, realizzata con un solaio multibox, coibentato in fibra di legno e rivestito esternamente con una pavimentazione in larice”.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it

 

 

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