Psr Piemonte, Montagne e Foreste: come sono state spese le risorse della Comunità europea

lunedì 21 maggio 2018
Psr Piemonte, Montagne e Foreste: come sono state spese le risorse della Comunità europea

Il Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020 presentato dalla Regione Piemonte è stato approvato dalla Commissione europea a fine 2015. Al territorio subalpino è stato assegnato il rilevante importo di 1 miliardo e 43 milioni di euro, così ripartito: 729 milioni e 829 mila euro all’Agricoltura; 184 milioni e 468 mila euro allo Sviluppo della Montagna; 83 milioni e 670 mila euro al comparto Foreste e 45 milioni e 581 mila euro riguardanti la Banda Larga.

Per quanto riguarda i settori dei quali l’assessore Alberto Valmaggia ha la delega- e cioè Montagna e Foreste – a disposizione c’erano complessivamente 268 milioni e 138 mila euro“Per sfatare – dice Valmaggia – un luogo comune della difficoltà, tutta italiana, di non riuscire a spendere le risorse stanziate dall’Unione Europea,  abbiamo realizzato un’interessante elaborazione dei dati che costituiscono un focus di metà percorso dei fondi utilizzabili”.

Nei due comparti, fino al 31 dicembre 2017, in Piemonte sono stati promossi 19 bandi direttamente dalla Regione e 27 dai Gruppi di Azione Localeche hanno fatto registrare la presentazione di 15.779 domande. Sempre alla stessa data, le risorse attivate sono state 184 milioni  e 299 mila euro (il 69% del totale disponibile), con l’obiettivo di arrivare a 57 milioni e 270 mila euro (21%) nel 2018 e 26 milioni e 567 mila euro (10%) nel 2019-2020.

“Il lavoro da fare – prosegue Valmaggia – è ancora tanto, mai numeri sono confortanti perché riguardano l’attività della nostra struttura regionale relativa, però, ai soli anni 2016 e 2017, in quanto abbiamo avuto il via libera dalla Commissione europea a fine 2015. Gli uffici hanno gestito oltre 15.000 domande: un lavoro importante che dimostra la grande attenzione verso le opportunità che consentono di valorizzare i territori considerati, a torto, marginali. Entro il 2018 arriveremo a impegnare il 90% delle risorse assegnate”. 

Gli ambiti in cui si è lavorato, attraverso le 8 Misure e le relative 31 Operazioni, sono stati quattro: Montagna; Sentieristica; Biodiversità e Foreste.

Questa la suddivisione delle risorse: Misura 1 (Formazione)-8 milioni di euro; Misura 4 (Investimenti)-33 milioni e 500 mila euro; Misura 7 (Servizi)-41 milioni e 868 mila euro; Misura 8 (Foreste) 39 milioni e 460 mila euro; Misura 12 (Natura 2000)-6 milioni e 500 mila euro; Misura 13-(Indennità compensativa)-60 milioni di euro; Misura 15 (Cooperazione)-12 milioni e 850 mila euro; Misura 19 (Gruppi Azione Locale)-65 milioni e 320 mila euro.

Nel settore Montagna le risorse sono fruibili per interventi lungo le strade e gli acquedotti rurali, l’Associazionismo fondiario, le infrastrutture, la viabilità e i fabbricati di alpeggio, i Piani di sviluppo dei Comuni, le opere di urbanizzazione e le strutture culturali e ricreative nelle borgate alpine, le indennità compensative di sostegno alle aziende agricole nelle terre alte e la misura riservata ai Gruppi di Azione Locale.

Nell’ambito della sentieristica i fondi vengono utilizzati per i lavori nelle infrastrutture turistico-ricettive e di informazione. Tra le opere qualificanti ci sono le sistemazioni di una parte dei 4408 percorsi (1048 in provincia di Cuneo) delle Rete escursionistica piemontese.

A livello di Biodiversità i soldi vanno a soddisfare progetti di salvaguardia, ripristino e miglioramento della ricchezza degli ecosistemi, con particolare attenzione ai siti di Rete Natura 2000.

In campo Forestale i finanziamenti interessano le infrastrutture della viabilità, gli imboschimenti, i lavori selvicolturali di prevenzione, gli investimenti nelle macchine e attrezzature cooperative per l’approvvigionamento di biomassa, per la produzione di energia e per la realizzazione di Piani forestali in forma associata. Risorse importanti sono state stanziate nella formazione professionale.

Si tratta– sottolinea Valmaggia –di interventi significativi che potranno essere determinanti per valorizzare il nostro territorio montano in un’ottica di sviluppo sostenibile e duraturo”.

Fonte: terraoggi.it

 

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