Approvato il Codice Forestale, tra chi dice “no” e chi dice “si”

lunedì 19 marzo 2018
Approvato il Codice Forestale, tra chi dice “no” e chi dice “si”

Via libera venerdì 16 marzo dal Consiglio dei ministri al Testo Unico sulle foreste (Nuovo Codice Forestale) e sulle filiere forestali. Si tratta dell’approvazione di due decreti legislativi che, in attuazione della legge su semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, vogliono introdurre norme volte da un lato a disciplinare gli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole e dall’altro al riordino della normativa in materia di foreste.

Un testo avversato dalla grandissima parte del mondo accademico, che si è speso in numerosi appelli e lettere aperte al Presidente Mattarella per scongiurarne l’approvazione. Primi tra tutti il prof. Goffredo Filibeck dell’Università degli Studi della Tuscia e 250 scienziati firmatari, seguiti da Franco Pedrotti, professore Emerito Università di Camerino, che rimproverano al Testo di non considerare affatto il bosco come entità dal valore ecosistemico, ma di trattarlo unicamente come unità produttiva.

Spaccate le sigle ambientaliste: il WWF contrario con l’accusa di voler favorire la speculazione, tiepida la posizione di Legambiente che aspetta di leggere i decreti attuativi. Entusiaste le associazioni di categoria come Confagricoltura e Coldiretti, che avanza parere positivo secondo l’aumento calcolato di 35mila posti di lavoro in più.

Per la FIPER la nuova legge rappresenta un segnale importante per lo sviluppo delle aree montane e l’economia del Paese”. Viene promossa dal testo la gestione sostenibile del bosco. Stop quindi alle visioni anacronistiche e ultraconservative di un bosco intoccabile e che si autogestisce in nome della conservazione della biodiversità, ma con tutti i danni e le conseguenze ben note. Viene finalmente sancito a livello legislativo il principio di “promuovere la gestione attiva e razionale del patrimonio forestale nazionale al fine di garantire le funzioni ambientali, economiche e socio-culturali”. La Riforma Forestale è un risultato frutto di una concertazione durata quattro anni con l’obiettivo di “smobilitare” la risorsa legno presente sul territorio nazionale secondo il principio dell’uso a cascata”.

Conclude Righini:” 10,9 milioni di ettari di patrimonio boschivo, un terzo del territorio italiano. Un potenziale impressionante sia per la filiera produttiva che energetica. L’auspicio che il nuovo Governo dia un segnale di continuità e favorisca l’impiego di questa risorsa per il rilancio dell’economia”. 

IL NUOVO CODICE FORESTALE – Obiettivo dichiarato del provvedimento è far fronte in maniera più efficace alle urgenti necessità di gestione attiva del territorio italiano, contrastando l’abbandono colturale e il declino demografico nelle aree montane e rurali del Paese, nonché a garantire lo sviluppo di nuove ‘economie verdi’ e la crescita occupazionale in particolare nelle aree interne. In particolare il Testo punta a rafforzare la funzione di coordinamento istituzionale svolta dallo Stato nei confronti delle Regioni e delle autonomie locali, ma anche a formulare chiari indirizzi nazionali di riferimento su programmazione, pianificazione, tutela e gestione attiva del patrimonio forestale nazionale.

Fonte: www.italiaambiente.it

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