Forêt blanche, il Bosco Verticale di Stefano Boeri arriva anche a Parigi

martedì 5 dicembre 2017
Forêt blanche, il Bosco Verticale di Stefano Boeri arriva anche a Parigi

Dopo Liuzhou forest city e Nanjing vertical forest in Cina, la Torre dei biancospini a Utrecht, in Olanda e il Bosco Verticale a Milano, nonché altri edifici in Europa, Sud America e Stati Uniti, anche in Francia arriverà un nuovo membro della “famiglia” di boschi verticali: Forêt blanche – la “foresta bianca” – sarà una torre verde a Parigi. Lo studio dell’architetto Stefano Boeri prosegue nella progettazione di una nuova generazione di architetture che considerano la dimensione vegetale come elemento essenziale e che sfidano i cambiamenti climatici proponendosi come modelli per il futuro del pianeta.

La torre Forêt blanche a Parigi, il progetto

La Forêt blanche di Stefano Boeri architetti sarà una torre alta 54 metri con strutture interamente in legno. Le facciate dell’edificio saranno ricoperte da duemila alberi, arbusti e piante con una superficie verde equivalente a un ettaro di foresta, ben dieci volte la superficie su cui sorge la struttura. Ospiterà nei piani più alti degli appartamenti, mentre ai piani inferiori ci saranno uffici e negozi con una ricca alternanza di terrazze e balconi su tutti i lati della torre. Grazie all’orientamento verso est godrà di ventilazione e illuminazione naturali, oltre a un bellissimo panorama sul centro della città. Uno stile che richiama inevitabilmente il Bosco Verticale di Milano, eletto appena due anni fa miglior grattacielo del mondo.

Un quartiere multi-funzionale attento alla sostenibilità 

Forêt blanche è una delle 12 architetture presentate dalla Compagnie de Phalsbourg sul sito di Marne Europe – Villiers sur Marne con il nome di Balcon sur Paris (“balcone su Parigi”). Quest’ultimo si inserisce a sua volta all’interno del concorso internazionale Inventons la métropole du grand Paris, uno dei più grandi concorsi internazionali per lo sviluppo urbano promossi nell’area metropolitana parigina. La gara ha visto coinvolti in totale 51 siti e grandi nomi dell’architettura di tutto il mondo, tra cui Kengo Kuma & associates (Sora, Le Palais des congrès), Oxo architectes (Le potager de villiers, Business home), Koz architectes (due edifici, Archipel), Michael Green architecture (Peuplier blanc, Prairie blanche) e X-tu (La ressourcerie, Green jenga).

Il progetto Balcon sur Paris, puntando su un ragionato insieme di diverse funzioni, darà un forte impulso alla realizzazione di questo futuro quartiere a bassa impronta di carbonio che emergerà intorno alla stazione Bry-Villiers-Champigny del Grand Paris express, attesa per il 2022. Marne Europe – Villiers sur Marne costituirà un importante polo urbano e comprenderà, oltre ad un giardino metropolitano di due ettari, 34mila metri quadri di uffici, due hotel, un cinema multisala, un palazzo congressi, case e alloggi per studenti. “Nascerà un quartiere misto con una grande varietà funzionale e tipologica, organizzato intorno a un ampio spazio verde, con aree pedonali e ciclabili e un sistema di verde che ne determinerà la fisionomia, interamente costruito in legno”, racconta Boeri.

Non solo la Forêt blanche

Oltre alla Forêt blanche, lo studio di Boeri ha presentato per Balcon sur Paris anche il progetto La cour verte (“la corte verde”) un edificio a corte caratterizzato da un tetto che tocca il suolo e un giardino pensile nel centro con 600 metri quadrati di graminacee. Esso si inserisce nel contesto innovativo e sostenibile del progetto favorendo in particolare lo sviluppo della biodiversità. 

Con La Forêt blanche che si aggiunge alla famiglia di boschi verticali sparsi per il mondo, Boeri estende anche alla Francia la sua ricerca per una nuova generazione di architetture che contrastano i cambiamenti climatici e incrementano la biodiversità nei contesti urbani. Per portare il verde come elemento caratterizzante e funzionale e non più inteso unicamente come semplice decorazione.

Fonte: www.lifegate.it

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